Ernia inguinale può rientrare: negli anni passati era frequente il ricorso all’intervento chirurgico per rimuovere la parte del viscere che fuoriusciva dalla sua sede naturale. Ci si è però poi resi conto che molto spesso la soluzione era peggiore del male, a causa delle complicanze che venivano a crearsi (dolore non scompariva, recidive, ecc.).
Nonostante negli anni le tecniche chirurgiche siano migliorate molto e divenute meno invasive, si è concluso che un trattamento non chirurgico poteva restituire al paziente ottime condizioni di salute. Sessioni di fisioterapia, educazione alla corretta postura e movimento, iniziale sostegno farmacologico possono consentire alla persona di riprendere le proprie attività quotidiane eliminando la sintomatologia.
Ernia inguinale può rientrare
In via risolutiva e definitiva, l’ernia inguinale non può rientrare. Può farlo solo se ci si sdraia o a riposo (o con manovre compressive manuali), ma quando ci si rialza in piedi, fuoriesce di nuovo. Se non si interviene, non può guarire.
L’ernia inguinale si definisce irriducibile quando le sue dimensioni non consentono di farla rientrare nella cavità addominale, riducibile quando manovre adeguate possono riportare la parte fuoriuscita nella sua sede naturale. In ogni caso, però, il “rientro” non è mai definitivo.
L’ernia inguinale può trovarsi a uno stato iniziale (punta d’ernia), ma nel tempo tenderà ad accrescere le sue dimensioni.
Ernia inguinale può rientrare: quando non operare
Se l’ernia inguinale ha colpito un adulto in buone condizioni di salute e se non appaiono sintomi e la fuoriuscita è lieve, può essere sufficiente attendere e monitorare la situazione attraverso visite chirurgiche periodiche.
Alcuni studi hanno infatti mostrato che in condizioni simili è opportuno confrontare i rischi collegati all’intervento con quelli del continuare a vivere con l’ernia. Sembra che se il dolore è minimo, non operarsi sia la scelta migliore, anche perché il dolore potrebbe non alleviarsi dopo l’intervento. Alcune ricerche evidenziano che il dolore cronico ricompare nel 30% dei soggetti sottoposti a operazione di ernia inguinale.
In alcuni pazienti con determinate caratteristiche (età avanzata, con patologie gravi, sottoposti a radioterapia, affetti da ascite, ecc.) l’intervento può non essere indicato o essere ad alto rischio di recidiva. In questi casi, la scelta va compiuta con molta attenzione, soprattutto se l’ernia non provoca molto fastidio.
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