
Capsulotomia posteriore: laser YAG
La cataratta secondaria è rappresentata da un offuscamento della vista che si verifica nei pazienti sottoposti ad asportazione della cataratta. Questa particolare condizione si verifica solitamente a tre mesi dalla prima operazione, ma non è escluso che possa presentarsi anche dopo un anno. In caso di cataratta secondaria, la capsula del cristallino (elemento naturale che lo contiene e che non viene rimosso durante l’intervento) si inspessisce e si opacizza, dando origine all’annebbiamento della vista (fibrosi capsulare), principale sintomo della cataratta.
Questa capsula, che è collegata al muscolo ciliare, è molto elastica e consente la messa a fuoco delle immagini vicine e lontane, intervenendo anche sulla curvatura del cristallino. La capsula interviene anche sugli scambi metabolici con l’umore acqueo, molto importanti per il mantenimento del cristallino, che è privo di vasi sanguigni.
L’unica soluzione per risolvere questo problema è rappresentata da un trattamento denominato capsulotomia posteriore. Questa tecnica semplice e veloce utilizza il laser YAG che consiste in un’incisione sulla parte posteriore della capsula offuscata per riattivare la corretta visione. Prima di operare, lo specialista è solito trattare l’occhio con un collirio anestetico apposito; l’intervento, eseguito ambulatorialmente, può durare pochi minuti e non è necessario intervenire nella riapertura dell’occhio. Se non sussistono particolari controindicazioni o eventuali altre patologie oculari, è possibile riprendere subito le normali attività quotidiane.
Una volta diagnosticata la cataratta secondaria, l’operazione di capsulotomia con laser Yag dovrebbe avvenire tempestivamente, perché l’eccessivo avanzamento del processo fibrotico potrebbe compromettere il buon esito dell’operazione.
Cataratta secondaria: complicanze post intervento
L’intervento per curare la cataratta secondaria prevede poche controindicazioni, l’unico fastidio potrebbe essere rappresentato dalla sensazione di bruciore a seguito dell’utilizzo del laser. In rari casi, quest’ultimo, potrebbe provocare l’alterazione del cristallino o addirittura il distacco della retina.
Di seguito, elenchiamo le principali complicanze avvertite dai pazienti:
- Dislocazione della lente artificiale (IOL) a causa dell’incisione praticata nella capsula: non è esclusa la possibilità di un nuovo intervento per riposizionarla.
- Aumento della pressione intraoculare.
- Irritazione intraoculare da trattare con colliri contenenti cortisone.
- Edema retinico centrale: prevede una lunga serie di trattamenti specifici e una diminuzione sostanziale della vista.
- Recidiva dell’offuscamento della capsula: è una condizione che si verifica di rado, ma che richiede un ulteriore intervento laser.
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