Musica oggettiva: Georges Ivanovitch Gurdjieff, mistico armeno vissuto nel secolo scorso, denominò “musica oggettiva” quella musica che riesce a esercitare un effetto particolare nell’animo degli ascoltatori (come del resto insegnano saggi e maestri di tutti i tempi).
Nei suoi scritti, Gurdjieff racconta di monaci orientali che cantando provocavano lacrime di commozione in interi gruppi di ascoltatori. Parla anche di particolari fenomeni fisici generati da precise sequenze di suoni.
Il maestro greco-armeno spiega che la musica (così come altre forme artistiche, come danza o teatro) era, fin dai tempi di Pitagora, utilizzata da un gruppo di “iniziati”, gli “Aderenti al Legamonismo”, per trasmettere la Conoscenza attraverso messaggi codificati ad altri iniziati che sarebbero venuti.
Musica oggettiva: effetti sugli ascoltatori
Secondo Gurdjieff, un certo tipo di musica (quella “oggettiva”) produce delle impressioni sui corpi fisici ed energetici dell’uomo. In diverse occasioni, Gurdjieff dette delle dimostrazioni: in un monastero asiatico, tutto il gruppo di “cercatori di Verità” di cui anch’egli faceva parte, iniziò a piangere al suono di una musica molto semplice e monotona… L’unica donna del gruppo non riuscì a prendere sonno per tutta la notte e si morse un dito per la commozione.
Una volta, il maestro stesso, indusse la trance in una ragazza appena conosciuta suonando un particolare accordo al pianoforte.
Anche la musica composta per accompagnare i suoi movimenti “sacri” era strutturata in modo da determinare sull’ascoltatore le reazioni volute.
Musica oggettiva: registrazioni
Tra le registrazioni di musica suonata dallo stesso Gurdjieff sul suo particolare harmonium, esiste un 33 giri edito nel ’71 a Parigi dall’etichetta Janus che si intitola Improvisations e raccoglie in un unico disco le registrazioni, risalenti al 1949, di due vecchi dischi di ceralacca a 78 giri usciti per la prima volta rispettivamente nel ’50 e nel ’51.
Audio: Gurdjieff suona l’armonium a Parigi
Tanti sono i musicisti che si sono cimentati nel tentativo di comporre, o quantomeno eseguire, musica considerata oggettiva. Da Robert Fripp (King Crimson) a Franco Battiato, arrivando al jazzista Keith Jarrett, che, oltre ad aver registrato l’album “G.I.Gurdjieff: Sacred Hymns” (ECM, 1980), nel quale esegue alcuni dei brani di musica oggettiva del repertorio gurdjieffiano, racconta in dettaglio il proprio rapporto con l’insegnamento del filosofo armeno nel libro-intervista “Il mio desiderio feroce”: “Questa serietà che circonda la musica è ciò che Gurdjieff ha spiegato. Serietà non come contrario di allegria, ma come profonda, razionale qualità che la forma musicale emana. Una reale forza di azione, di movimento”.
Musica oggettiva: Roberto Gentile
Roberto Gentile si dedica da 20 anni al compito di accompagnare le persone in un percorso di consapevolezza verso il risveglio del proprio Sé autentico. Il suo lavoro si basa su una continua e graduale crescita della consapevolezza attraverso un quotidiano “ricordo di sé”, sul trasmettere una visione delle cose e del mondo più chiara e profonda, sull’affrontare e superare le proprie paure…
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